Francesco Costacurta

Francesco Costacurta

Raccontaci qualcosa di te: chi sei, la tua storia, perché ti sei avvicinato al mondo dell'architettura e del design?

Il design è entrato nella mia vita abbastanza inaspettatamente. Finito il Liceo Scientifico, non avevo neanche idea di cosa fosse il Design.Però mi piaceva disegnare e il mio insegnante di Storia dell'Arte mi ha suggerito questa strada.
Da quel momento è stata una continua scoperta, un percorso ricco di soddisfazioni, qualche delusione e molte sfide che ho sempre affrontato con energia e senza paura di mettermi in gioco.
Mi considero molto fortunato, ho incontrato persone speciali che mi hanno saputo valorizzare e soprattutto mi hanno insegnato "il mestiere".
Ho lavorato in Aziende, in studi piccoli e anche molto grandi. Ho passato 4 bellissimi anni in Francia e in Austria, 2 esperienze indispensabili per la mia formazione da Designer.
E poi ho avuto anche il mio Studio, un'altra storia molto positiva che mi ha arricchito come designer e persona, con i suoi successi e sacrifici. Posso dire di averle quasi provate tutte e di aver tratto profondi insegnamenti da ciascuna esperienza.

Ritieni di avere uno stile specifico?

Lavorando in settori di mercato estremamente vari, dal giocattolo all'arredo, dall'elettrodomestico ai macchinari industriali, mi ritrovo a dover adattare il mio approccio a tipologie di clienti e utenti finali diversi.
I miei lavori non sono autoreferenziali; in ogni progetto studio, analizzo, interpreto il gusto del cliente a cui mi rivolgo adattando il mio stile in modo camaleontico alle diverse richieste.

Quali sono i tuoi riferimenti nel mondo del design?

Sinceramente non ho un preferito tra i designer. Apprezzo e stimo molto tutti quei professionisti che hanno il grande talento di saper conferire un significato profondo ed un valore nuovo ai prodotti.
Nel mondo del design ci sono moltissimi esteti ma non tutti gli industrial designer hanno la dote di andare oltre all'apparenza. Questo è quello che provo a fare ogni giorno e che apprezzo molto tra i miei "colleghi" di professione. 



Come valuti l'architettura ed il design odierni?

Non ho le competenze ne la presunzione di fare una critica del design di questi anni. Nel mio piccolo ho sempre avuto modo di vedere prodotti di altissima qualità e innovazione, accanto a risultati un po' superficiali e deboli.
Però è un mondo in costante fermento, chiunque può cimentarsi, esprimere la propria creatività o dote e credo che questo sia una continua fonte rigenerante per questa professione. 

Come raccogli le tue ispirazioni?

Ogni progetto è una storia a sè. A volte le ispirazioni vengono da una ricerca articolata, a volte da un brainstoriming, a volte succede che veramente “cadono dal cielo”.
Il mio modo preferito per raccogliere idee è viaggiare, scappare anche per qualche giorno dalla ripetitività e immergermi in contesti nuovi, ricchi di stimoli, dettagli inaspettati. Magari l'ispirazione non arriva ma la mente si ossigena e si mantiene veloce e carica e dopo la soluzione nasce con facilità.

Come hai appreso l'esistenza del contest Restile e perché hai deciso di partecipare?

Ho scoperto il concorso con una semplice ricerca online. Era venerdì, si prevedeva un weekend piovoso e freddo, avevo voglia di fare un progetto ed il Brief di Restile mi è piaciuto tra tanti.
Mi sono dato un tempo massimo per trovare un'idea che mi convincesse che fosse abbastanza di rottura e sono molto soddisfatto che sia stata compresa e apprezzata. 

Quali sono i motivi ispiratori del tuo progetto?

Avendo relativamente pochi vincoli in termini estetici e di design mood, ho cercato di creare un prodotto che non fosse avvicinabile a nessun altro, un sistema di piastrelle che fosse un messaggio di rottura, di volontà di innovare, prima di essere un bestseller.
Mi piace creare prodotti che abbiano una storia, che non siano solo riassumibili ad un valore funzionale o estetico. Non ci sono pattern, non ci sono composizioni cromatiche ma c'è un idea forte e una storia da raccontare, tutto sempre rispettando i limiti produttivi.


 

Quali sono le tue aspettative per il prossimo futuro?

Mi auguro di continuare ad imbattermi in persone e progetti che mi facciano evolvere, che siano continuo stimolo a migliorare quello che già so o eventualmente rimetterlo in discussione.
Sono ambizioso e guardo ai grandi nomi del design industriale come esempi e traguardi da raggiungere. 


Più in generale, quali sono i tuoi sogni, aspirazioni, progetti?

Se mi chiedete di sognare, probabilmente vedrei in futuro il mio lavoro un po' distante dalla realtà aziendale o di studio in cui ho sempre lavorato. Vorrei provare a vivere il design più sotto una valenza di hobby professionale più che di reale professione.
Vorrei viaggiare con la mia famiglia, con il mio laptop cercando di creare prodotti “diversi”, carichi di valori, che diventino il mio personale apporto ad un miglioramento della vita.
Mi avete chiesto voi di sognare,...

 


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