Stefano Barrale & Silvia Mattana

Stefano Barrale & Silvia Mattana

Raccontaci qualcosa di te: chi sei, la tua storia, perché ti sei avvicinato al mondo dell'architettura e del design?

Stefano Barrale
Stefano nasce a Cagliari il 30 dicembre del 1984, città dove ancora risiede. Dopo gli studi superiori, focalizza la sua attenzione e passione verso l'architettura e il design, partecipando a varie iniziative tra le quali FestArch2007, sino a conseguire la laurea in Ingegneria Edile-Architettura. Durante la carriera universitaria collabora con delle aziende che si occupano di gestione di immobili per fini turistici. Grazie al contatto con clientela nazionale e internazionale ha potuto migliorare le sue capacità relazionali e acquisire una certa professionalità nel campo, maturando un alto livello di autonomia professionale, sia nel lavoro autonomo, sia in team. Gli piacerebbe poter collaborare con altri professionisti del settore della progettazione architettonica per potersi confrontare e produrre qualcosa di nuovo e innovativo.

Silvia Mattana
Silvia nasce a Cagliari il 17 agosto del 1984, partecipa, durante gli anni accademici, al programma di scambio Erasmus in Portogallo, e a vari workshop internazionali focalizzati sulla progettazione architettonica, che le permettono di entrare in contatto con culture diverse. In seguito al conseguimento della laurea in Ingegneria Edile-Architettura, effettua diverse esperienze all’estero. Collabora dal 2012 al 2014 con lo studio di progettazione S.P.I. Studio Progetti Integrati. Attenta osservatrice della realtà, cerca di rappresentarla in ogni modo possibile: con la matita, la penna ed i colori; ciò, unitamente ad una grande passione per la lettura e per l’illustrazione, la porta ad iniziare un blog in cui raccoglie racconti di vita e di viaggio. In seguito, grazie al Master Advanced Archviz, inizia a dedicarsi alla Computer grafica. Durante gli anni dell'università entra in possesso di un ulteriore strumento quale la macchina fotografica analogica. L'attesa in camera oscura le consente di riscoprire la realtà colta nell'atto dello scatto, e molto spesso, di coglierne nuovi dettagli.

Un pò per gioco, un pò per mettersi alla prova, Silvia e Stefano, legati da una lunga amicizia, decidono di mettere insieme le loro esperienze, iniziando una nuova collaborazione che li porterà a partecipare al contest Restile2015. L'esperienza risulta veramente interessante in quanto entrano in contatto con un mondo nuovo e affascinante.
 

Ritenete di avere uno stile specifico?

No, non pensiamo di aver raggiunto uno “nostro” stile, sia come singoli che come team. Possiamo dire di seguire alcune direzioni che in ogni occasione progettuale si chiariscono e individuano modi di sperimentare forme e significati. Nel processo progettuale diamo seguito alle nostre prime impressioni, filtrandole attraverso i nostri studi, e arricchendole con le nostre passioni. Sicuramente l‘approccio ai progetti, sia di architettura che di design, si basa sul controllo della forma attraverso la geometria, sviluppando le suggestioni date dalle forme, molte volte elementari e essenziali, che dialogano con la luce e l’ombra introducendo nello spazio complessità e significati. E’ lo sviluppo della forma che produce volumi interessanti. Osserviamo la realtà, la società e i cambiamenti che avvengono attorno a noi, analizzandoli, e rielaborandone i concetti per porli al servizio del progetti, senza per forza dover rispondere ad uno stile vincolante.

Quali sono i vostri riferimenti nel mondo del design?

Forse a causa dei nostri studi in parte ingegneresti, siamo attratti dal design italiano di Carlo Scarpa, dal suo profondo studio del dettaglio, esso stesso forma; e allo stesso tempo dalle linee pulite e dai materiali naturali dei designer del Nord Europa, come ad esempio Arne Jacobsen e Alvar Aalto. Siam stati sedotti dal loro stile pulito, luminoso, calmo e rilassato, in cui la forma deve seguire la funzione, dove gli oggetti, i mobili, le abitazioni acquisiscono valore in nome della loro efficienza. Riteniamo di poter annoverare tra i riferimenti anche il mondo che ci circonda, in cui sono presenti elementi di design che influenzano le nostre vite senza che nemmeno ce ne accorgiamo.



Come valutate l'architettura ed il design odierni?

Architettura e design sono da qualche tempo parte integrante di un mercato globale, che ha bisogno di innovazione, partendo dalla funzionalità, sino alla sostenibilità. Lavoriamo in una società in evoluzione continua, dove i progetti devono riuscire a star al passo con tali cambiamenti, senza alterare l'equilibrio con il contesto e l'esistente. Per quanto riguarda l'architettura, materia a noi più vicina, dovrebbe ridefinirsi come trasformazione del già costruito. E’ bene superare i processi costruttivi totalmente ex-novo, il territorio in cui operiamo è infatti già largamente segnato da una forte antropizzazione, che può avvicinarsi al punto di saturazione.

Come raccogliete le vostre ispirazioni?

Osserviamo l’intorno, il contesto, leggiamo i legami che esso intrattiene o potrà intessere con il progetto, individuiamo le criticità che a volte emergono dalle prime analisi, per arrivare quindi a definire le trasformazioni, partendo dalle risorse che ogni luogo, spazio e manufatto nasconde in sé.
Le prime sensazioni quindi avviano le questioni propriamente progettuali che si confrontano con il bando e con le istanze della committenza, per divenire idee concrete, possibilità reali.

Come avete appreso l'esistenza del contest Restile e perché avete deciso di partecipare?

Siamo venuti a conoscenza del contest Restile2015 grazie ad Europaconcorsi, mentre cercavamo un concorso interessante che ci permettesse di collaudare la nostra nuova collaborazione.

Perchè avete deciso di partecipare?

Sin dalla prima lettura del regolamento ci siamo subito interessati al contest, essendo il tema diverso dai soliti concorsi di architettura. Inoltre la chiarezza e le esaustive informazioni presenti nel sito della Mirage ci hanno permesso di approcciarci ad un tema, come quello della progettazione delle piastrelle in gres porcellanato, a noi poco conosciuto. Il tempo a disposizione per la presentazione del progetto, ci ha ulteriormente spinti a partecipare al concorso, poiché ci ha dato la possibilità di conciliare i rispettivi impegni.


 

Avete trovato l’esperienza interessante/stimolante?

L'esperienza è stata veramente interessante perché siamo venuti in contatto con un mondo affascinante che non conoscevamo. Inoltre lavorare insieme, confrontando e unendo le nostre idee, si è rivelata un'esperienza positiva, che porteremo avanti. 


Quali sono le vostre aspettative?

Vogliamo portare avanti la collaborazione che abbiamo intrapreso, confrontandoci con altre realtà in modo da accrescere il nostro background culturale e professionale, e da intraprendere nuovi progetti e collaborazioni con aziende importanti. 


Quali sono i motivi ispiratori e le caratteristiche del vostro progetto?

La reinterpretazione delle trame dei tessuti è stato il punto di partenza per l’idea base del nostro progetto, la quale si è successivamente affiancata allo studio in parallelo dei metalli, nel caso specifico della magnetite. Questa si presenta in natura sottoforma di cristalli ottaedrici, il cui sviluppo in piano ha portato alla suddivisione della superficie delle Magnetic Plugs in un reticolo formato da triangoli, come a ricordare la trama di un tessuto. Abbiamo individuato tre diversi disegni superficiali componenti la trama dei triangoli, il cui accostamento crea un effetto visivo capace di riproporre i vari gradi di attrazione dati dalla vicinanza o meno all'elemento magnetico. La distribuzione delle tre lavorazioni all'interno del reticolo ha portato alla definizione di tre moduli di piastrella, che avranno un formato rettangolare di dimensioni 30x60cm, spessore nominale pari a 0.9cm e un range cromatico corrispondente a quattro colorazioni. I tre moduli sono combinabili in varie aggregazioni compositive; a seconda del loro accostamento, può essere indirizzata l'attenzione dei fruitori degli ambienti all'interno degli stessi. La Magnetic Plugs è una collezione che si presta sia per grandi spazi che per ambienti domestici.

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